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Il popolo venera Santa Rita per i suoi interventi nei casi più disperati, e perciò l’ha definita la “Santa

degli impossibili”.

Rita, singolare portatrice del miracolo e persona eccezionalmente forte nello spirito, nacque a

Roccaporena, nella provincia Umbra, nel 1381. I suoi genitori le imposero il nome di un fiore:

Margherita, e da qui il diminutivo, Rita.

Particolare e incessante il pellegrinaggio che i devoti compiono il 22 maggio, giorno in cui ricorre

la festa della Santa, in concomitanza della sua morte, avvenuta il 22 maggio 1457.

Con epistola papale di Leone XIII del 24 maggio del 1900, Essa  assunse agli onori degli altari, e venne

presentata come la "Gemma dell’Umbria".

La celebrazione raggiunge l'apice con la commovente benedizione delle rose, poi gelosamente conservate

nelle case dei fedeli, affinché possano proteggere la famiglia da ogni male.

La rosa fu scelta come rappresentazione della santificazione, dalla stessa santa. Racconta la leggenda che,

costretta a letto da quasi quattro anni, Rita fu visitata da una sua cara parente la quale, nel congedarsi,

le domandò se desiderasse qualcosa da casa sua.

Rita rispose che desiderava una rosa dal suo orticello di Roccaporena, desiderio quasi impossibile da

esaudire, stante il fatto che si era nel rigido mese di gennaio. La parente trovò invece con sua sorpresa

una bella rosa fiorita e fresca in mezzo al rosaio dell’orto di Roccaporena.

Si premurò allora di portarla alla Santa che, dopo averla odorata, ringraziò il Crocifisso e ne fece dono

alle sue consorelle, stupite di tanta gentilezza, per ringraziarle di tante premure durante la sua malattia.

Da quel dì al maggio susseguente il tempo fu breve. Essa sarebbe volata al cielo per divenire un petalo della

"candida rosa".

Mia Mamma si chiama Rita e tutti gli anni, il 22 maggio, si reca nella Chiesa di Roma dedicata a Santa Rita

dove i frati usano dare, in cambio di un'offerta, rose benedette provenienti dai giardini del Monastero di

Cascia. Così qualche anno fa presi l'abitudine di ricamare una rosa ogni anno per l'onomastico di mia Mamma.